Michael Konsel: una pantera senza età

92 foto e immagini di Michael Konsel - Getty Images

Ha da poco compiuto 59 anni Michael Konsel, giocatore simbolo del calcio austriaco, capace di conquistare stima ed affetto durante la sua avventura nel campionato italiano in chiusura di carriera.

Nato a Vienna il 6 Marzo 1962, inizia già da piccolo ad appassionarsi al calcio, quando con il fratello Christian gioca con qualsiasi cosa abbia le sembianze di una palla, impegnandosi nell’evitare di farla entrare in una rudimentale porta da calcio costruita nel giardino di casa. La passione è talmente tanta da obbligare i genitori ad iscriverlo in una piccola squadra di calcio locale; è da qui che ha inizio la sua carriera di calciatore.

Nei primi anni di calcio ricopre il ruolo di attaccante, poiché con i piedi se la cava piuttosto bene e per chiunque lo veda giocare impiegarlo in porta sembra un vero spreco! Nel futuro di Konsel è previsto però ben altro e l’appuntamento con il destino arriva per lui all’età di dodici anni, quando il portiere della squadra s’infortuna e l’allenatore è obbligato a schierare tra i pali un giocatore di movimento; ad offrirsi per sostituire il portiere è ovviamente Michael, che per quel ruolo già da piccolo ha manifestato interesse e propensione. Vive così la sua prima esperienza in porta in una gara di campionato e si innamora subito del nuovo ruolo, che sente disegnato alla perfezione su di sé, tanto da decide di non abbandonarlo più. E’ questo l’inizio della sua nuova carriera da portiere, la quale lo porterà poi ad ottenere importanti successi e riconoscimenti.

All’età di sedici anni cambia squadra e si trasferisce al Kritzendorf, dove assume il ruolo di portiere e, all’occorrenza, anche di attaccante viste le sue precedenti esperienze. E’ proprio con questa nuova squadra che inizia a fare emergere le sue incredibili doti di portiere, tanto da essere notato dall’allenatore del First Vienna, Peter Muller, il quale dapprima lo sottopone ad un provino e poi decide di acquistarlo. L’anno successivo è già aggregato alla prima squadra come terzo portiere e, dopo un avvio molto stentato della squadra, si ritrova addirittura a scavalcare le gerarchie ed essere nominato primo portiere.

Con Michael Konsel tra i pali il First Vienna inizia una serie positiva di risultati i quali, al termine della stagione, consentono al club di conquistare la prima divisione del campionato austriaco. Il giovane Michael è uno degli assoluti protagonisti della promozione, finendo inevitabilmente nel mirino dei club più importanti d’Austria; tra questi a spuntarla è il Rapid Vienna che si aggiudica le sue prestazioni, garantendogli di concorrere alla conquista del titolo austriaco e non solo, di essere protagonista anche in Europa. Infatti, il 15 Maggio 1985, il Rapid Vienna gioca a Rotterdam la finale di Coppa delle Coppe con l’Everton; purtroppo per Konsel il risultato finale vede gli inglesi imporsi per tre reti ad una, ma lui ottiene comunque la definitiva consacrazione. Con i suoi 23 anni è già un portiere affidabile, tanto da ottenere anche la convocazione con la nazionale maggiore dell’Austria.

Con il Rapid Vienna Konsel gioca ben dodici stagioni, aggiudicandosi tre campionati austriaci, tre coppe d’Austria ed altrettante supercoppe nazionali. Raggiunge inoltre ancora una volta la finale di Coppa delle Coppe, questa volta contro i francesi del Paris St. German, a Bruxelles nel 1996; purtroppo anche questa volta non riesce nell’impresa di alzare la coppa, poiché i viennesi vengono superati per 1 a 0, grazie alla rete del difensore francese Bruno N’Gotty.

Rimane ancora un anno con il Rapid Vienna, giungendo secondo dietro all’Austria Salisburgo, che si aggiudica il campionato per soli 3 punti di vantaggio sui bianco – verdi viennesi; è questa l’ultima stagione di Michael Konsel in Bundesliga poiché, anche se non più giovanissimo, decide di accettare la proposta che gli arriva della Roma del Presidente Franco Sensi, trasferendosi così nella stagione 1997 – 1998 nel campionato italiano.

Il suo arrivo nella capitale non riscuote grande entusiasmo nella tifoseria, poiché l’età di Michael e la sua provenienza da un campionato diverso, considerato qualitativamente inferiore alla Serie A italiana, non possono che creare scetticismo nei suoi confronti. Ben presto però tifosi e critica debbono ricredersi, perché quel trentacinquenne portiere brizzolato, proveniente dall’Austria, tra i pali mostra una agilità da fare invidia ai più giovani, oltre ad una spiccata sicurezza che trasmette a tutto il reparto difensivo.

Inoltre, si dimostra essere a proprio agio nel giocare la palla con i piedi, posizionato al limite dell’area e consentendo così la ripartenza della squadra; è il portiere “perfetto” per l’idea di calcio di Mister Zeman, dove all’estremo difensore viene richiesto espressamente di giocare molto alto. Per i tifosi diviene poi un beniamino, tanto da essere soprannominato “er pantera“, poiché il suo modo di parare ricorda il comportamento di un felino, sempre pronto e scattante, dotato di grande agilità e, soprattutto, capace di aggredire la palla nelle uscite basse.

Il rendimento del portiere austriaco è altissimo e costante durante tutto il campionato, nonostante per la Roma guidata dal tecnico boemo la stagione non risulti essere particolarmente esaltante. Sfortunato invece il secondo anno in giallorosso dove Konsel, causa la frattura del tendine di Achille, rimane lontano dai campi di gioco per ben otto mesi.

Al suo ritorno, nel Gennaio del 1999, deve fare i conti anche con un cambio di gerarchie in squadra, poiché Zeman gli preferisce inizialmente tra i pali il secondo portiere, Antonio Chimenti; da questo momento in poi per Konsel ha inizio una vera e propria rincorsa al recupero della migliore condizione atletica e della titolarità. Tra i due portieri si crea una continua staffetta, che si risolve in favore di Konsel nel finale di stagione.

Raggiunti i 37 anni e con un complicato percorso di recupero da un grave infortunio che ne ha limitato l’impiego, è comprensibile come il portiere austriaco non possa rientrare nel progetto della “nuova” Roma targata Fabio Capello, il quale nel frattempo ha sostituito Zeman sulla panchina dei giallorossi. Konsel però sente che non è ancora arrivato il momento di appendere i guantoni al chiodo e decide di regalarsi ancora un anno in Italia, questa volta con la maglia del Venezia.

(Photo by Christian Hofer/Bongarts/Getty Images for UniCredit)

Con la squadra veneta, guidata in panchina da Luciano Spalletti, gioca un girone d’andata da grande protagonista, prima di essere costretto a farsi nuovamente da parte a causa di problemi fisici che non gli consentono di mantenere la migliora condizione atletica. Venezia rimane la sua ultima esperienza nel calcio giocato, ritirandosi al temine della stagione.

Professionista esemplare, Konsel è considerato uno dei calciatori più importanti nella storia del calcio austriaco ma non solo, è entrato di diritto anche nel cuore dei tifosi della Roma, che lui stesso non ha mai dimenticato. Arrivato in punta dei piedi, con un cartellino costato solo 680 milioni di lire, ha saputo conquistare una piazza esigente come quella romana, grazie a qualità tecniche e grande personalità, tanto da essere considerato uno dei migliori portieri ad aver vestito la maglia giallorossa. Tutt’oggi, nel ricordo dei tifosi, Konsel rimane “er pantera”, un portiere senza età.

Una opinione su "Michael Konsel: una pantera senza età"

Lascia un commento