
Il Blackburn Rovers è senza dubbio uno dei club più importanti nella storia del calcio inglese. Fondato nel lontano 1875 da due giovani studenti della “Shrewsbury School, John Lewis e Arthur Costantine, i quali decidono di dare vita ad una squadra legata alla città di Blackburn nella contea di Lancashire, dalla quale ne adottano quella “rosa rossa” che diviene lo stemma identificativo del club.
Nel 1878 il Blackburn fonda, insieme ad altri 23 club, la “Lanchashire Football Association” ed esordendo due anni più tardi in FA Cup, competizione che si aggiudica poi nel 1884. Divenuto club professionistico l’anno successivo, assume un ruolo di rilievo per la creazione nel 1888 della “Football League”, rivestendo così il ruolo di punto di riferimento per il calcio britannico del tempo. A consolidarne la posizione di rilievo giungono poi le due vittorie del titolo di First Division nei campionati 1911-’12 e 1913-’14. Per un decennio recita il ruolo di protagonista in campionato, pur non riuscendo più ad aggiudicarselo; l’ultimo trofeo arriva nel 1927-’28 con la conquista della FA Cup, battendo in finale gli avversari del Huddersfield Town per 3 a 1.
Da questo momento in poi però qualcosa inizia a non funzionare più nel Blackburn Rovers e nella sua dirigenza, tanto da portare la squadra a retrocedere nelle categorie minori e facendo così perdere le tracce di sé; addirittura nel trentennio dal 50 al 70 il club milita anche in seconda e terza divisione divenendo così una “nobile” decaduta.
Spiragli di luce iniziano ad intravedersi per i tifosi dei “Rovers” verso il finire degli anni ottanta con la squadra impegnata nel campionato di “Second division”; il club, infatti, finisce nel mirino di Mr Jack Walker, industriale e uomo d’affari nel campo della siderurgia.
Walker è un imprenditore di grande esperienza e spessore; ha iniziato l’esperienza lavorativa come operaio e negli anni cinquanta è succeduto al padre nella gestione dell’azienda di famiglia, iniziando cosi la sua carriera nell’industria siderurgica. Verso il finire degli ottanta è poi diventato il primo azionista di acciaio della Gran Bretagna con 3400 operai e ben 50 siti di produzione propri.
Nel Gennaio del 1991 decide di acquisire la proprietà del Blackburn Rovers con l’impegno, decisamente non semplice, di riportare il club ai fasti di un tempo, ed i suoi proclami si traducono da subito in fatti. Mette a disposizione dell’allenatore Don Mackey una ingente somma di denaro per rinforzare la squadra la quale si trova, in quel momento, appena sopra la zona retrocessione. Inoltre, stanzia la cifra di 20 milioni di sterline per ristrutturare lo storico stadio di “Ewood Park” aumentandone la capacità, fino a portarla ad una capienza massima di 30 mila persone; ultima ma non certo per importanza la creazione di una accademia giovanile a “Brokhall Village”.
L’anno successivo l’entusiasmo nell’ambiente Blackburn è molto alto, alla pari dell’aspettativa fondata sia sulle parole del Presidente quanto sulle sue disponibilità economiche, di ritornare a recitare un ruolo importante nel calcio inglese, alla pari di come fu agli inizi della sua storia. La “febbre” dei Rovers accresce ancor più quando Walker decide di ingaggiare come manager della prima squadra Kenny Dalglish, quest’ultimo proveniente da Liverpool dove ha già avuto modo di dimostrare di essere un allenatore vincente. Il curriculum di Dalglish recita ben 13 stagioni con i “Reds” da calciatore ed ulteriori 6 come manager della prima squadra; quando approda a Blackburn l’obiettivo non può essere che quello di ottenere subito la promozione, considerando anche la rosa competitiva messa a sua disposizione.
L’inizio di stagione è promettente e la squadra va in testa alla classifica ma poi, nel girone di ritorno, accusa una flessione nel rendimento che la porta a concludere al sesto posto il campionato, ultima posizione utile per disputare i playoff. Recuperata però la forma migliore la squadra riesce a superare in semifinale il Derby Country ed in finale il Leicester, ottenendo così la tanto attesa promozione nella neonata “Premier League”.
Il primo anno nella massima serie è decisamente al di sopra di ogni più rosea aspettativa; la squadra grazie anche ad alcuni rinforzi importanti come quello di un giovanissimo Alan Shearer, acquistato per 3,5 milioni di sterline dal Sauthampton, si dimostra competitiva ed in grado di mettere in difficoltà chiunque, tanto da concludere la stagione con un ottimo quarto posto, ad un solo punto dalla qualificazione in Coppa Uefa.
Dunque all’inizio della stagione ’93-’94 il progetto di Walker e Dalglish ha ormai preso forma ed il Blackburn Rovers non solo è tornato nella massima serie ma si è anche consolidato tra i club di prima fascia, recitando un ruolo da protagonista. Ancor più sorprendente è la stagione successiva, dove con lo stesso gruppo di giocatori ed un Alan Shearer pienamente recuperato dall’infortunio della stagione precedente, i Rovers arrivano addirittura a mettere pressione ad Alex Ferguson ed il suo Manchester Utd. Al termine del mese di Aprile, infatti, le due squadre si trovano a pari punti nella corsa al titolo, dopo che i “Red Deviels” hanno dissipato l’enorme vantaggio sui ragazzi di Dulglish; ma l’imponente sforzo per recuperare punti in classifica costa però caro ai Rovers i quali, nelle ultime giornate, non riescono a mantenere più il passo, concludendo così il campionato al secondo posto e distanziati di 8 lunghezze dal Manchester United campione d’Inghilterra.
Il Blackburn ottiene comunque la qualificazione alla coppa Uefa sfuggita l’anno precedente, ma tra i tifosi regna lo scoramento per aver visto sfuggire l’occasione di vincere il titolo, una di quelle opportunità che, per un club come il loro, capitano ogni settant’anni.
Ma Jack Walker non è certamente un uomo che si accontenta di arrivare secondo e poi c’è quella promessa fatta qualche anno prima ai tifosi, vale a dire che il Blackburn deve tornare sul tetto d’Inghilterra; della stessa opinione ovviamente Dulglish, il quale è consapevole di come una vittoria prestigiosa con il Blackburn darebbe ancor più lustro alla sua carriera, affermandolo definitivamente come uno dei migliori allenatori della Premier League. Ovviamente per poter ambire alla conquista del titolo la rosa necessità di essere rinforzata, soprattutto considerando il finale di stagione precedente dove al tecnico scozzese è mancata qualche freccia al proprio arco per centrare l’ambizioso traguardo. Purtroppo però la campagna estiva non sembra partire con il piede giusto, dal momento che il primo obiettivo di mercato, Roy Keane del Nottingham Forest, sfugge finendo proprio nelle mani dei rivali del Manchester Utd, nonostante sia stato a lungo corteggiato dal presidente Walker. A questo punto i Rovers decidono di concentrare i loro sforzi sull’attaccante del Norwich City, Chris Sutton, riuscendo ad aggiudicarsene il cartellino per la cifra record di 5 milioni di sterline e soffiandolo così alla concorrenza dell’Arsenal. Non è forse una rosa completa in ogni reparto quella del Blackburn, ma di certo è una squadra che conosce a memoria l’idea di calcio di Dulglish e poi, in attacco, può sfoggiare la coppia più costosa di tutta la Premier League: Shearer – Sutton.
Ma se la squadra di Ferguson è ormai una certezza, il Blackburn ad inizio stagione 1994-1995 rappresenta l’outsider, vale a dire una squadra imprevedibile che potrebbe non confermare quanto di buono mostrato nella stagione precedente, come anche migliorarsi ulteriormente e divenendo in tal modo la prima forza in grado si contendere il titolo ai Red Deviels.
Per il calcio inglese l’estate del ’94 è però piuttosto turbolenta; oltre alla mancata partecipazione della squadra nazionale al mondiale statunitense, si aggiunge l’inchiesta della Football Association riguardo presunte irregolarità emerse negli anni precedenti, facendo finire nel mirino il Tottenham Hotspur, accusato di mancati versamenti ai danni dell’erario tra il 1985 ed il 1989. La minaccia iniziale per gli “Spurs” è l’esclusione dalla FA Cup, ma poi il tutto si traduce in una ammenda superiore alle 600.000 sterline inizialmente richieste, senza alcuna penalizzazione. A questo scandalo si aggiunge poi quello del tecnico dei “Gunners” George Graham il quale, dopo 9 anni trascorsi sulla panchina dell’Arsenal, viene licenziato per aver intascato soldi dall’agente dei calciatori Lyndersen e Jensen, al fine di favorirne il trasferimento. Infine, a dare l’ennesimo scossone alla Premier, una ulteriore inchiesta riguardante l’ex portiere del Liverpool Bruce Grobbelaar, apparentemente coinvolto in un giro estero di calcio scommesse.
La nuova stagione calcistica diviene dunque l’occasione per ridare credibilità a tutto il movimento calcistico inglese; ed in questo scenario di aspettative i riflettori vengono conquistati inizialmente dal Newcastle Utd di Kevin Keegan, capace di ottenere ben 9 risultati utili consecutivi, sequenza interrotta solo nel match perso contro i campioni d’Inghilterra del Manchester Utd. Alla decima giornata di campionato la squadra di Kevin Keegan conduce con due lunghezze di vantaggio proprio sul Blackburn Rovers reduce dalla sconfitta casalinga per 4 a 2 contro i rivali del Manchester United; un risultato quest’ultimo che mina l’entusiasmo iniziale dei Rovers, facendo trasparire come il divario tra le due squadre non sia ancora stato colmato rispetto alla stagione precedente. Ma Walker e Dalglish sono convinti che la squadra sia invece molto competitiva e che, maturando esperienza, possa insidiare il titolo ai Red Deviels; sono infatti proprio questi ultimi l’avversario più insidioso con il quale fare i conti, dimostrazione il fatto che, dopo la flessione del Newcastle, si sono già presi il comando del campionato. Alla sedicesima giornata però, grazie al pareggio tra Arsenal e Manchester Utd, i Rovers si ritrovano primi in classifica, confermando così ai più scettici che la squadra è di fatto una delle potenziali pretendenti al titolo.
Il 3 Dicembre poi, grazie alla vittoria sul Wimbledon, il Blackburn Rovers diviene campione d’inverno e per Jack Walker è questo il primo passo verso la realizzazione del suo “sogno”; quella squadra che solo quattro anni prima militava nei bassifondi della Second Division ne ha fatta di strada sotto la sua gestione, divenendo ora uno dei primi 5 club d’Inghilterra.
La strada per la conquista del titolo è però ancora lunga ed insidiosa e la dimostrazione di ciò arriva già nel mese di Gennaio, dove va in scena la gara di ritorno contro il temutissimo Manchester United. Questa volta però gli uomini di Dalglish, oltre a godere di qualche punto di vantaggio in classifica, sono anche maturati rispetto alla gara di andata e il tutto fa presagire come questa sfida sarà avvincente, lasciando un segno profondo nella corsa al titolo. Difatti le aspettative iniziali sono rispettate e la gara è bella e combattuta; i Rovers non si lasciano intimidire dal clima infuocato dell’Old Trafford anzi, cercano in tutti i modi quella vittoria che spianerebbe la strada verso la conquista del campionato. Poi però, a dieci minuti dal termine, ecco arrivare la doccia fredda con il goal di Cantona che regala così i tre punti ai Red Deviels, permettendo a questi ultimi di accorciare in classifica sui rivali.
Questa volta il peso della sconfitta si fa sentire negli uomini di Dalglish, i quali incassano una sconfitta anche nel turno successivo contro il Tottenham. E’ questo uno dei momenti più difficili della stagione e che necessita di una reazione immediata per non vanificare quanto costruito fino a quel momento; così ancora una volta il Blackburn riordina testa ed idee e riprende la sua marcia in campionato mantenendo comunque la testa della classifica e percependo solo in parte la pressione del Manchester Utd il quale, avendo a sua volta perso Cantona per squalifica dopo l’aggressione al tifoso del Crystal Palace, mostra una discontinuità maggiore nel rendimento rispetto agli anni precedenti.
Alla 33esima giornata di campionato accade però qualcosa di inaspettato; il Blackburn pareggia contro il Leeds subendo goal quasi a gara conclusa, mentre i Red Deviels superano il Leicester, riducendo così il loro svantaggio in classifica. Ai Rovers non va meglio nemmeno nelle settimane successive quando cadono contro Manchester city e West Ham, consentendo così alla squadra di Ferguson di avvicinarsi ulteriormente alla vetta. Ad una giornata dalla fine della Premier la classifica recita: Blackburn Rovers 89 e Manchester Utd. 87.
Chissà cosa passa nella mente di un gruppo che rincorre e rimonta fino a riaprire il campionato all’ultima giornata, a differenza di quello che viene rimontato proprio a ridosso del traguardo, rischiando così di mettere in discussione tutto quanto di buono realizzato fino a quel momento; sicuramente in una situazione del genere il più delle volte a trarne vantaggio è la squadra ad aver rimontato, poiché in una condizione di vantaggio psicologico. Deve essere questo il pensiero di Ferguson ed i suoi uomini che ritengono ora l’impresa più che possibile, anche considerando il fatto che nell’ultimo turno si troveranno opposti ad un West Ham Utd che, 14esimo in classifica, non ha più nulla da chiedere alla stagione. Differentemente il Blackburn sarà ospite del Liverpool, quest’ultimo in grado di poter ambire ancora al raggiungimento del terzo posto in classifica e pertanto avversario molto più ostico.
Il 14 Maggio 1995 va così in scena, con queste premesse, la giornata più emozionante e carica di tensione di tutta la Premier League. Il Blackburn Rovers scende sul terreno di Anfield forte del supporto dei propri tifosi giunti in gran numero e consapevole che un passo falso questa volta rischierà di essergli fatale; Mister Dalglish sa bene che la sola cura possibile, per la tensione che vivranno i suoi giocatori, è quella di trovare il goal del vantaggio il prima possibile, ricevendo magari qualche notizia positiva da Boleyn Ground. Nemmeno il tempo di ipotizzare tutto ciò che al minuto venti della sfida Alan Shearer porta in vantaggio i Rovers, regalando così la prima ventata di serenità al pomeriggio dei propri tifosi; ed una decina di minuti più tardi, quando giunge la notizia del vantaggio del West Ham sul Manchester Utd, la sensazione di positività finisce per contagiare anche il più scaramantico dei tifosi dei “Blue & Whites“, nella convinzione generale che questa sia davvero una domenica speciale.
Ad inizio ripresa però la situazione cambia rapidamente, viene infatti comunicato che i Red Deviels hanno pareggiato la loro sfida grazie ad un goal di Mcclair e così in un istante le certezze precedentemente acquisite si trasformano per il Blackburn in vere e proprie paure. Presumibile dunque lo stato d’animo con il quale venga accolto da giocatori e tifosi il goal del pareggio del Liverpool firmato da Barnes al 64esimo minuto; quel clima festante di qualche minuto prima diviene gelo tra i supporters del Blackburn ed Anfield torna ad essere solo dei Reds.
Nonostante gli undici di Dalglish cerchino di reagire si percepisce come difficilmente potranno essere in grado di tornare in vantaggio, dal momento che il Liverpool sembra possedere un passo migliore; da questo momento in poi dunque le attenzioni di coloro che non risultano impegnati sul terreno di gioco vengono rivolte a Londra, nella speranza che il Manchester Utd non trovi anche il goal del vantaggio.
Tra Anfield e Boleyn Ground viene così a crearsi una atmosfera analoga fatta di speranze e paure ogni qual volta le radio inglesi trasmettono aggiornamenti sui due match; ma se per i tifosi del Manchester Utd i minuti che li separano dal termine della gara scorrono troppo velocemente, per i Blue & Whites l’orologio sembra invece non avanzare mai. Tutto ciò viene ancor più enfatizzato quando allo scoccare del 90esimo minuto Redknapp firma il goal vittoria per il Liverpool; a questo punto tra i sostenitori del Blackburn inizia a pervadere lo scoramento e la sensazione che i Red Deviels, che stanno comprimendo il West Ham nella propria area difensiva, troveranno prima o poi quel vantaggio che spedirà loro all’inferno, trasformando così quel pomeriggio nel peggiore degli incubi.
Ma la fiaba del Blackburn Rovers di Walker e di quell’allenatore scozzese capace di plasmare giorno dopo giorno una piccola squadra trasformandola da cenerentola a principessa non può non avere un lieto fine; probabilmente a pensarla allo stesso modo sono anche i giocatori ed il portiere del West Ham i quali, in una difesa commovente, respingono ogni assalto del Manchester Utd. Al triplice fischio finale Anfield è una bolgia di passione; i tifosi del Liverpool si uniscono nei festeggiamenti a quelli del Blackburn, finalmente campioni!

Walker e Dulglish sono riusciti nell’impresa e la loro squadra è finalmente la regina del campionato inglese; l’imprevedibile Blackburn Rovers entra di diritto nella storia del calcio romantico .
Super Super
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