Luděk Mikloško: l’incubo dei “Red Deviels”

15 November 1992 – Football League Division 1 – Millwall v West Ham United – West Ham goalkeeper Ludek Miklosko – (Photo by David Davies/Offside/Getty Images)

Nato il 9 Dicembre 1961 a Prostèjov, nella regione di Olomouc in Repubblica Ceca, Mikloško inizia la sua carriera calcistica all’età di otto anni, nelle fila del Němčice nad Hanou, dove rimane fino all’età di 14 anni, quando passa al SK Prostějov, squadra dove ha modo di mettersi in luce nel ruolo di portiere. Le sue prestazioni sono talmente convincenti da essere notato ed acquistato l’anno successivo dal Banik Ostrava, dove viene aggregato alla prima squadra, avendo così l’opportunità di crescere ulteriormente. Rimane con il Banik fino al 1980, anno in cui viene mandato a giocare in prestito nelle fila del RH Cheb; una esperienza importante che aiuta il giovane Luděk a raccogliere minutaggio, mettendo in evidenza le proprie qualità e dimostrando di essere pronto al grande salto. Con l’RH gioca 2 campionati, raggiungendo un sesto ed un tredicesimo posto, risultando sempre grande protagonista.

Nella stagione ’82-’83 fa ritorno al Banik Ostrava, questa volta per essere portiere titolare; è ormai un giocatore maturo ed affidabile, tanto da rientrare di diritto tra i migliori portieri del campionato Ceco. Difende i pali del Banik per ben otto stagioni, nelle quali pur non riuscendo ad aggiudicarsi mai il titolo, si toglie la soddisfazione di essere selezionato con la rappresentativa della Cecoslovacchia, partecipando così al mondiale di “Italia ’90”, seppure nelle vesti di secondo portiere.

Nonostante la partecipazione mondiale non da protagonista, nell’estate dello stesso anno Mikloško finisce nella lista delle preferenze del Team Manager del West Ham United, Mr Lou Macari, che versa nelle casse del Banik Ostrava ben 300.000 sterline, aggiudicandosene così le prestazioni.

Il West Ham Utd nella stagione 1990 – 1991 si trova in seconda divisione, con l’ambizione di ottenere la promozione e la squadra allestita è di tutto rispetto per la categoria, con giocatori del calibro di Ian Bishop, capitano e trascinatore della squadra, Mike Small, Kevin Keen e Steve Potts. A Mikloško spetta poi la responsabilità di sostituire tra i pali una bandiera come Phil Parkes, storico portiere degli “Hammers” per ben 12 anni, trasferitosi nel Ipswich Town.

Il debutto del portiere Ceco avviene il 18 Febbraio del 1990, nel pareggio casalingo contro il Swindon Town; da qui in avanti una stagione esaltante la sua, con prestazioni di livello che conducono il West Ham alla promozione in “First Division” e non solo, anche alla semifinale di FA Cup, quest’ultima persa nel confronto con il Nottingham Forest. Luděk si aggiudica anche il premio “Hammer of the Year 1991” (miglior giocatore del West Ham durante la stagione).

Il campionato ’91-’92 invece é tutt’altro che esaltante per il West Ham di Mikloško; la squadra manifesta qualche lacuna di troppo in First Division, tanto da giungere ultima in classifica al termine del campionato, con 38 punti conquistati e con una quota salvezza lontana solo 6 punti. Nonostante la retrocessione e l’essere comunque considerato uno dei migliori portieri del campionato inglese, Luděk decide di rimanere fedele alla causa del West Ham, rimanendo anche nella stagione successiva, dove conquista, con un secondo posto finale, la promozione in Premier League.

Il campionato 1993 – 1994 vede un West Ham, rinforzato dal mercato estivo, salvarsi grazie ad un tredicesimo posto finale, con Mikloško diventato ormai vero e proprio punto di riferimento per gli Hammers; portiere dal rendimento costante, in grado di trasmettere sicurezza a tutto il reparto difensivo.

Ad inizio stagione ’94-’95 le aspettative nei confronti del “nuovo” West Ham, considerato anche il non brillante campionato precedente, sono molto alte. Ad alimentare queste contribuisce il manager Harry Redknapp, il quale decide di acquistare dapprima Don Hutchinson, centrocampista scozzese proveniente dal Liverpool, e poi l’attaccante Tony Cotee, quest’ultimo già Hammers dal 1982 al 1988 prima di trascorrere sei stagioni nelle fila dell’Everton.

L’inizio di stagione però fa comprendere come la squadra in realtà non sia migliorata poi molto, manifestando ancora molti limiti di gioco, al pari dell’anno precedente; proprio per questo Redknapp decide di intervenire nuovamente sul mercato, aggiudicandosi le prestazioni del difensore Julian Dicks (proveniente dal Birmingham), del centrocampista australiano Stan Lazaridis (West Adelaide) ed, infine, dell’esperto portiere Les Sealey, di proprietà dell’Aston Villa e proveniente da due esperienze di prestiti con Coventry City e Birmingham City. L’arrivo di quest’ultimo rappresenta una concorrenza importante per Mikloško, il quale però ormai non è solo un portiere affidabile, ma anche un vero e proprio beniamino di “Boleyn Ground”; impossibile rinunciare alle sue prestazioni le quali spesso risultano decisive per ottenere punti in classifica.

Nonostante i nuovi arrivi in rosa il campionato del West Ham prosegue però nelle difficoltà; per lunghi tratti della stagione la squadra si trova coinvolta nella bassa classifica, dovendo lottare per non retrocedere. Così, quando il 14 Maggio 1995 a Boleyn Ground va in scena l’ultima giornata di campionato, per i tifosi degli Hammers sapere di giocare con la salvezza già acquisita è una vera e propria liberazione, soprattutto perché l’avversario da affrontare è il Manchester United secondo in classifica, che si sta contendendo la conquista del titolo con il Blackburn Rovers, distanziato di soli due punti ed impegnato nella difficile trasferta di Liverpool.

Fatta ovviamente eccezione dei tifosi del Blackburn, per “Bookmakers” inglesi ed appassionati di calcio lo scenario dell’ultima giornata appare abbastanza delineato; il Manchester avrà vita facile contro un West Ham che non deve chiedere più nulla al campionato, mentre per la squadra di Kenny Dalglish, apparsa in difficoltà nel finale di stagione tanto da disperdere il vantaggio sullo Utd, la trasferta di Anfield assume i toni di una vera e propria impresa.

Nei primi 45 minuti di gioco il titolo sembra prendere però la via di Blackburn, poiché i “Blu & Whites” sono in vantaggio con un goal di Shearer, mentre il West Ham è incredibilmente in vantaggio sui “Red Deviels” grazie alla rete di Hughes al 31esimo minuto della sfida. La ripresa è una trama emozionante che lega insieme Liverpool e Londra; infatti John Barnes regala il pareggio ai “Reds” mentre lo United mette in equilibrio la sfida con il West Ham, grazie al goal di McClair al minuto ’52.

Se a Liverpool il Blackburn arranca, ad Upton Park invece la spinta del Manchester Utd alla ricerca del goal del vantaggio è impressionante; gli undici di Ferguson comprendono che ora sono padroni del loro destino ed a separarli dalla conquista della Premier è solo un ultimo goal. Ma nella domenica londinese di Boylen ground c’è però un calciatore fermamente convinto che quel “ultimo goal” del Manchester non deve arrivare, ne ora ne mai; si tratta di Luděk Mikloško, il quale vive probabilmente la miglior giornata calcistica di tutta la sua carriera, che lo inserisce di diritto tra i protagonisti di una delle più avvincenti edizioni della Premier League.

Già poco prima del pareggio di McClair, su cross dalla destra di Roy Keane perfettamente impattato di testa da Lee Sharpe, il portiere degli Hammers è riuscito con un intervento prodigioso a smanacciare la palla destinata ad insaccarsi. E’ stato questo il suo primo segnale ai tifosi dello United, i quali hanno compreso come il numero uno avversario non abbia alcuna intenzione di favorirli, anzi, stia per vivere la sua “giornata di grazia”. La convinzione però di poterlo battere, dopo aver ottenuto il goal del pari, viene alimentata ancor più alla notizia del pareggio del Liverpool con il Blackburn; in quel momento Upton Park è una vera bolgia, ed ognuno dei presenti in campo e sugli spalti attende da un momento all’altro il goal vittoria del Manchester Utd, che consentirebbe la conquista del titolo.

Corre il minuto ’66 della sfida quando Sharpe dalla destra crossa una palla corta che viene però prolungata di testa da Gary Pallister, indirizzandola così alla perfezione per Mark Hughes, il quale la colpisce spedendola a fil di palo; la sensazione che quella palla finisca in rete è comune a tutti coloro che la stanno osservando, fatta eccezione per Mikloško. Il portiere del West Ham si lancia verso la palla e con un colpo di reni riesce ad intercettarla, deviandola in angolo; l’urlo strozzato in gola ai tifosi dello United è solo l’inizio dell’incubo che stanno per vivere. Poco dopo, infatti, è Andy Cole, imbeccato da un passaggio filtrante di Scholes, a trovarsi faccia a faccia con l’estremo difensore del West Ham, il quale ancora una volta respinge la conclusione.

I minuti finali della sfida vedono l’assedio disperato del Manchester United, che produce altre due occasioni goal sventate ancora una volta dal portiere del West Ham; è questo l’ultimo atto del folle pomeriggio londinese di Mikloško e dello United, che consegna di fatto il titolo al Blackburn Rovers.

Gli anni successivi vedono il portiere ceco ancora protagonista con la maglia degli Hammers prima di vestire, in chiusura di carriera, anche quella del Queens Park Rangers; ma il suo nome rimane indelebilmente legato a quel 14 Maggio 1995, quando con le sue prodezze ha segnato il corso della storia, consentendo al Blackburn Rovers di vincere il suo primo titolo e divenendo così l’incubo dei Red Deviels.

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