John Lukic è stato uno dei portieri che hanno segnato quasi un ventennio di Premier League, tra gli anni ottanta e duemila.
Nato a Chesterfield da genitori serbi, ha iniziato a giocare giovanissimo nel Leeds United, uno dei due club ai quali ha dedicato tutta la sua carriera. L’esordio nel calcio professionistico arriva già da giovanissimo, a soli diciannove anni; da quel momento colleziona con i “whites” ben 165 presenze, prima di trasferirsi nel 1983 all’Arsenal, dove si toglie la soddisfazione di vincere la coppa di Lega nella stagione ’84-’85 e poi il titolo nel 1989.
Nonostante aver dimostrato di saper vincere, l’anno successivo il manager dei “Gunners”, George Graham, mette sotto contratto David Seaman (che diverrà portiere della nazionale inglese), obbligando cosi Lukic al trasferimento e facendolo tornare nel suo amato Leeds United. Elland Road, la tana dei “whites”, è casa sua, il suo ambiente; la tifoseria lo ama, lo protegge e lui ripaga la stima aggiungendo altre 265 gare ufficiali, vincendo il titolo nella stagione 1991-1992 ed anche una Coppa di Lega nel 1995.
Purtroppo però, come già era capitato nella sua carriera, è obbligato a lasciare ancora una volta da vincente, questa volta proprio il suo Leeds, che sceglie di acquistare il portiere Nigel Martyn, attribuendo la motivazione della scelta all’età di Lukic, considerato ormai a fine carriera. Lui ovviamente non la pensa così, sente di poter dare ancora qualcosa al calcio; della sua stessa opinione è, guarda caso, ancora l’Arsenal, che lo ritiene l’uomo giusto da poter affiancare a Seaman e, successivamente ad Alex Manninger. Lukic gioca ovviamente poco, ma riesce a togliersi la soddisfazione di scendere in campo contro il Derby County in campionato, ad un passo dai quarant’anni e poi in Champions League, contro la Lazio, divenendo di diritto uno dei calciatori più anziani di sempre nella competizione europea.
Nel 2001 decide di appendere definitivamente i guanti al chiodo, chiudendo cosi la sua lunga carriera divisa tra Leeds ed Arsenal.
Lukic è stato certamente un portiere di grandi qualità tecniche, anche se eccessivamente discontinuo; quel suo difetto nel mantenere alta la concentrazione per tutta la gara, lo ha portato spesso a commettere errori piuttosto evidenti, finendo più volte nelle classifica dei “Goalkeepers Mistakes”. Tra le prestazioni da dimenticare, sicuramente quella giocata l’otto novembre dell’Ottanta con la maglia del Leeds proprio contro l’Arsenal, dove commise più errori determinanti nella sconfitta finale per 5 a 0.
Ma se gli errori alcune volte hanno segnato pesantemente la sua carriera, è anche vero che Lukic è stato spesso in grado di compiere parate incredibili e, soprattutto, fondamentali nell’aggiudicarsi ben due campionati inglesi e due coppe di Lega. Basti ricordare la sua straordinaria prestazione proprio contro l’Arsenal ad Hibury, fondamentale per la vittoria del titolo da parte del Leeds, quasi come se il destino non potesse sciogliere il legame tra la sua carriera e questi due club, oltre a volergli regalare una rivincita a quella sfortunata gara giocata ben undici anni prima.
Mi piace però racchiudere sempre la storia di un calciatore in un gesto sportivo ( in questo caso una parata) che possa descriverlo, rappresentando la fotografia più bella della sua carriera; nel caso di Lukic ho deciso così di tornare con i ricordi a quel lontano 1987, anno nel quale si giocò una finale di coppa tra Arsenal e Liverpool e dove lui ne fu protagonista.
Il 5 Aprile del 1987 nel prestigioso stadio di Wembley va in scena, infatti, la finale della coppa di Lega; lo storico impianto londinese fa registrare 96.000 spettatori, in una splendida giornata di sole che fa da cornice all’evento. L’Arsenal è nella sua veste tradizionale rossa e bianca, mentre il Liverpool indossa una maglia bianca con calzoncino nero; Lukic invece, veste la sua consueta maglia verde, con calzoncino bianco e calzettone rosso, abbigliamento classico dei portieri di calcio inglesi a quel tempo.
La sfida promette bene ed il gioco appare da subito equilibrato, tra due squadre che si affrontano a viso aperto, accettando il rischio di scoprirsi in difesa pur di trovare il goal del vantaggio. E’ proprio ciò che capita all’Arsenal quando un lungo lancio della difesa dei “reds” lo trova scoperto; il difensore dei “gunners” O’Leary sembra in grado di raggiungere per primo la palla sventando così l’offensiva, ma l’attaccante del Liverpool, Ian Rush, riesce a strappargliela dai piedi grazie ad una scivolata, passandola poi velocemente al centro dell’area sull’accorrente Craig Johnston, che la impatta alla perfezione.
La palla scagliata dall’attaccante del Liverpool viaggia veloce ed a filo d’erba, destinata ad insaccarsi a pochi centimetri dal palo; tutto perfetto se non fosse per John Lukic. Già perché lui è la, in quella porta, questa volta però concentrato e non disposto a farsi superare. Sa benissimo che per intercettare la sfera deve scendere a terra con grande rapidità e questa non è una cosa facile per un portiere della sua altezza; lui per lo fa, si lancia verso quel palo e, con la punta delle dita, riesce a toccare quella palla deviandola. Un tocco leggerissimo il suo, alla pari di un soffio di vento che fa cadere dolcemente le foglie da un albero, lui fa volare via l’esultanza pronta di Craig Johnston, che aveva assaporato l’idea di veder entrare in porta la palla, portando in vantaggio il Liverpool.
I “reds” il vantaggio lo troveranno poco dopo con Rush, agguantato e poi superato però dalla doppietta di Nicholas, che regalerà ai Gunners la coppa di Lega, facendo divenire così per Lukic “fondamentale” quella parata. Il suo volo a deviare la palla con Craig Johnston incredulo che porta le mani ai capelli è l’immagine più bella che il portiere dell’Arsenal potesse mai regalare ai propri tifosi ed agli appassionati di calcio; ancora oggi un gesto da ricordare quando si prova a raccontarne la carriera calcistica e quel suo continuo passare tra un errore ed una prodezza, tra Leeds ed Arsenal, in un legame davvero indissolubile.